Come far girare il video della recita dell’asilo – rispettando la privacy

Qualche giorno prima del Natale 2018 mi sono trovato per la prima volta nella vita nella condizione di dover/voler condividere il video della festa dell’asilo che avevo girato (anche) per tutti i genitori.

Avendo a cuore il rispetto della privacy di tutte le famiglie e la tutela dell’immagine di ogni bambino, a cominciare dal mio, ho cercato in rete una soluzione che, da un lato, mi permettesse di evitare la duplicazione incontrollata (e incontrollabile) del filmato, dall’altro, fosse gestibile in maniera facile e veloce.

Tutto questo, naturalmente, tenendo conto della mia esigenza primaria: dare la possibilità a tutte le famiglie desiderose di vedere il filmato.

Era forse la “chiavetta” USB? Certo che no: un file digitale copiato su un supporto fisico, se può essere replicato una può essere replicato anche “enne” volte senza alcun controllo: io lo passo alla mamma, che lo copia per i nonni, che lo danno agli zii, che al mercato mio padre comprò.

Perché non usare WeTransfer, allora? Buona idea: il file (video) arriva solo a chi mi lascia la sua email, e questo/a ha “solo” una settimana per scaricarlo (altrimenti deve chiedermi di inviarglielo di nuovo).

Già, ma poi il file entra a tutti gli effetti nella disponibilità di chi lo riceve, che può scaricarlo e replicarlo una o enne volte ai nonni, gli zii… Che al mercato mio padre comprò.

Usare YouTube? Non se ne parla! “Io non voglio mettere online le immagini di mio figlio”, mi dicono quelli che hanno il musetto del bambino come foto del profilo su WhatsApp (ossia, la stanno dando in pasto a tutti i contatti che hanno nella rubrica del telefono, clienti di lavoro e lontani conoscenti inclusi).

In effetti YouTube nasce come piattaforma per la condivisione dei video e a questo deve la sua fortuna: ce ne sono alcuni con miliardi di visualizzazioni (Despacito è 1° in questa speciale classifica con più di 6 miliardi di “viste”).

Forse proprio per questo non tutti sanno che YouTube mette a disposizione tre diverse modalità di condivisione dei video.

Di quella “pubblica” c’è poco da dire: il nome è piuttosto eloquente.

Nel 2010 ne sono state introdotte altre due, “non in elenco” e “privato”.

I video “non in elenco” non compaiono come risultato nei motori di ricerca e non sono visibili nel feed; possono però essere condivisi mediante il link, cosa che li rende (ancora una volta) facili da diffondere: basta un’inoltra!

Arriviamo allora ai video privati, che secondo me sono la vera soluzione.

Un video privato può essere condiviso solo da chi lo pubblica, e solo concedendo l’autorizzazione alla visualizzazione via mail. In pratica, chi vuole vedere il video deve aver ottenuto la “validazione” della propria mail da chi lo ha pubblicato, altrimenti non vede nulla.

In questo modo si evita la possibilità che il video venga inoltrato (più tutela delle immagini) mentre, dall’altra parte, si permette la visualizzazione a chi è stato “autorizzato” con ogni dispositivo, dallo smartphone alla televisione.

Va da sé che alla fine gli altri genitori hanno preferito la cara e vecchia “chiavetta” USB a quest’ultima modalità, e per passarsi le foto della festa hanno addirittura scelto la chat WhatsApp della classe :O

Per il quieto vivere alla fine accetto tutto; ma che almeno non mi si tirino dei pistolotti sulla privacy 😉

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