OpenStreetMap: bella scoperta! [AGGIORNATO]

Ormai anche mio padre (65 anni e una certa idiosincrasia per i computer) ha fatto suo il concetto che se vuole andare da un posto a un altro, di cui non conosce che l’indirizzo, gli basta lanciare l’app Google Maps (o aprire il sito da desktop, con cui si trova comunque più comodo), digitare l’indirizzo stesso e lasciarsi guidare; facile, comodo, gratis.. Boom!

Ora però è il momento di salire al “next level”, o almeno di questo mi sono convinto dopo aver ascoltato il buon @napo al laboratorio “Tecnologie civiche e dati aperti come strumenti di governo della complessità territoriale” della Scuola Giovani Amministratori ANCI: è stato lì, infatti, che ho scoperto uno strumento alternativo ma (forse) ancora più potente rispetto a quello messo a disposizione da Google, ossia Open Street Map.

Di cosa si tratta? La faccio semplice: è un progetto che, come dice il nome, “apre” le mappe al contributo di tutti. Praticamente, per dare un’idea tangibile, è quanto ha fatto Wikipedia coi lemmi delle enciclopedie!

Non è una cosa da poco. Pensate, ad esempio, di aggiungere un elenco di estintori alla mappa del quartiere in cui abitate, a vantaggio di tutti – e soprattutto dei pompieri nel malaugurato caso in cui dovessero averne bisogno.

Poi ci sono mappe per ciclisti (adoro), altre per escursionisti con indicati i rifugi, etc.

Dopodiché non mi dilungo a spiegare come funziona eccetera: c’è un sito, creato dalla community italiana, dove approfondire tutti questi aspetti più tecnici.

Quello che mi preme, semmai, è evidenziare le potenzialità di questo progetto, che consente di “creare” in maniera collaborativa partendo da una base oggettiva come una mappa: grazie alle informazioni (come si legge sul sito di cui sopra) e alla loro giusta comprensione – che è un altro aspetto su cui bisogna lavorare, e molto –

individui e comunità possono migliorare le loro vite e prendere migliori decisioni per il futuro

perché

Questo può anche aiutare a rispondere a domande importanti. Dove sono la scuola o l’ospedale più vicini? Chi ha accesso minimo a questa infrastruttura? Dove la povertà rappresenta un problema? Domande come queste possono essere rappresentate con mappe e le mappe possono aiutare a trovare soluzioni a queste domande.

Il tutto all’insegna della massima accessibilità; il che rende OSM un’idea da tenere assolutamente d’occhio, per me come amministratore comunale ma non solo 😉

Aggiornamento

Dopodiché proprio “Napo” mi segnala che un solo giorno più tardi è andata in onda una sua intervista, in cui spiega come funziona il progetto; eccola qui:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=S7u5WN7uZy4]